Nella pagina precedente abbiamo accennato a come sia possibile ridurre un file sonoro a dimensioni
di un decimo ed oltre, lasciando inalterate le caratteristiche audio percepite dall'orecchio umano.
L'algoritmo di compressione si basa su una tecnica detta "a perdita di informazione", secondo
cui alcune informazioni del file originario vengono eliminate in quanto inutili. Esaminiamo i criteri
di eliminazione:
- Tutte le frequenze audio sopra i 20.000 Hz non vengono udite dall'orecchio umano. Poichè
tali frequenze occupano comunque dello spazio nel file, esse vengono eliminate in quanto non
producono miglioramenti alla qualita' del suono (non si sentirebbero).
- Se durante l'ascolto di un brano musicale improvvisamente odiamo un forte rumore (come un
piatto che si rompe), nell'istante dell'impatto il nostro cervello percepisce solo il rumore del
piatto, non riuscendo più a distinguere la musica sottostante. Il principio vale anche per i brani
musicali con una batteria molto aggressiva: nel file MP3 le informazioni dei segnali che non sarebbero
comunque distinguibili dall'orecchio e dal nostro cervello nell'istante del forte rumore vengono
eliminate, risparmiando ulteriore spazio.
- L'ultimo criterio che viene adottato e quello di stabilire, nell'ambito del bitrate scelto (cioè
dei bit al secondo che possono essere registrati), quante informazioni basilari (cioè necessarie ad
una ricostruzione fedele dello spettro audio originale) potranno essere memorizzate. Se le
informazioni basilari sono superiori a quelle effettivamente memorizzabili, alcune verranno scartate
producendo un decadimento nella fedeltà dell'ascolto. La soluzione è quindi quella di aumentare il
bitrate, oppure lasciare le cose così se ciò che interessa principalmente è un file dalle
dimensioni più piccole possibile a scapito della purezza d'ascolto.
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