3D FotoStudio 1.2
[ < prec ] indice delle recensioni [ succ > ]

L’uomo, cosi’ come moltissimi animali, possiede due occhi proprio per poter visualizzare la realta’ includendo la terza dimensione, ovvero per poter recepire la profondita’ dello spazio e valutare la distanza degli oggetti. Unendo, infatti, le immagini percepite dall’occhio sinistro e da quello destro, il cervello e’ in grado di ricostruire l’aspetto del mondo esterno in maniera efficace e precisa.
Quando la visuale si riduce ad un solo occhio, il senso della profondita’ viene meno e il cervello trova più difficoltoso percepire la realta’. Un esperimento che può fare chiunque e’ quello di sistemare di fronte a se, a diverse distanze, delle bottiglie e tentare di apporre i tappi tenendo chiuso un occhio. Sara’ facile accorgersi di come, spesso e volentieri, si rimanga ingannati dalla prospettiva e si manchino i bersagli.
Questo è dovuto al fatto che il cervello, basandosi su una sola immagine, non e’ in grado di capire a che distanza si trovi un oggetto, cosa che invece riesce a fare nel caso abbia a disposizione le visuali di entrambi gli occhi. Utilizzando due immagini, prese da due punti leggermente distanti (come appunto i due occhi) il cervello puo’ valutare la distanza dell’oggetto inquadrato mediante l’angolo formato dalle due linee di visuale, come mostrato nella figura 1. Gli occhi, infatti, fanno si che le pupille convergano verso l’oggetto che si sta osservando, mettendolo a fuoco. Tutti gli altri oggetti che fanno parte dell’immagine recepita, saranno tanto piu’ sfocati tanto maggiore sara’ la loro distanza dall’oggetto osservato e il cervello, valutando questa sfocatura, e’ in grado di valutarne la distanza con estrema precisione. All'aumentare dell'angolo di convergenza fra le pupille corrispondera' un oggetto vicino e al diminuire uno piu' lontano. Ovviamente non ci si rende nemmeno conto di tutti i processi di analisi che il cervello compie quando gli occhi osservano qualcosa, in quanto essi sono completamente automatizzati e procedono quasi involontariamente.
Quando si utilizza un solo occhio il cervello non puo’ piu’ sfruttare l’angolo di convergenza delle pupille per valutare la profondita’ e puo’ basarsi esclusivamente sul fuoco, cosa che risulta piu’ lenta e meno affidabile.
Una fotografia o una qualsiasi immagine riprodotta su un foglio o su uno schermo, o comunque su un supporto “piatto” non riesce a offrire la sensazione di profondita’ proprio perche’ tutti gli oggetti rappresentati sono alla stessa distanza dagli occhi e l’angolo di convergenza e’ uguale per tutti. Come si puo’, quindi, ottenere una visuale 3D partendo da un supporto “piatto”?

[ < prec ] indice delle recensioni [ succ > ]