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Gli screen saver (salva schermo) sono diventati per molti utenti un utile strumento del sistema
operativo capace di allungare la vita del monitor. In ambienti di lavoro come uffici o esercizi
commerciali questa preziosa interfaccia tra noi e il computer e' spesso costretta a restare
accesa per molte ore al giorno magari inutilmente, senza la presenza dell'operatore.
Poiche' i fosfori del tubo catodico tendono a deteriorarsi e diminuire di luminosita' con
la visualizzazione per lunghi periodi di immagini statiche ad alta intensita', lo screen saver
evita che lo schermo resti in funzione senza un'uso effettivo dell'apparecchiatura: dopo
un timeout regolabile (che si resetta se viene usata la tastiera o mosso il mouse) l'immagine
del desktop viene automaticamente sostituita dall'animazione dello screen saver.
Il software di cui parleremo nelle prossime pagine si chiama gPhotoShow
e sarebbe un errore definirlo semplicemente un salva schermo. La sua funzione principale e'
infatti quella di gestire un archivio di immagini da visualizzare ad intervalli di tempo regolari,
con accattivanti effetti di transizione tra una foto e l'altra. Gli utilizzi possono essere i
piu' disparati, da una valida alternativa agli screen saver classici per un uso "casalingo",
ad un ambiente di ufficio piu' colorato con appropriate foto di paesaggi, o persino nelle vetrine
di un negozio per mostrare ai passanti le foto dei prodotti in vendita. Il suo costo? Basso,
estremamente basso... gratis.
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