
Prima di iniziare a parlare dell'ottimo PGP una piccola introduzione, suggerita dagli stessi autori del programma stesso per spiegare realmente lo scopo di un software come questo.
Quando Giulio Cesare inviava le lettere ai suoi generali per definire particolari tattiche belliche o riservate manovre militari utilizzava messaggeri di cui non si fidava mai. Per evitare quindi che informazioni riservate cadessero in mani sbagliate adottava questo accorgimento: sostituiva ogni lettera A con una D, ogni B con una E, e così via. Il messaggio risultava così incomprensibile agli occhi di un qualsiasi lettore, ma sarebbe stato decifrato soltanto da chi avesse conosciuto la regola "sposta di 3 lettere".
I tempi sono cambiati e i messaggeri non esistono più. Tuttavia con Internet, l'esigenza di scambiare testo e informazioni in genere in forma strettamente privata ad un altro utente puo' diventare il desiderio di molti. Il metodo adottato da Cesare, seppur semplice, gli ha permesso di affidare le proprie informazioni a terze persone senza però che esse venissero a conoscenza dei piani di battaglia. Ha cioè crittografato i suoi documenti rendendoli indecifrabili.
Tornando alla rete Internet dei giorni nostri non è difficile inviare, attraverso ad esempio la posta elettronica, un documento crittografato. Ciò che ò difficile ò invece riuscire a informare il corrispondente qual'ò la procedura (o l'algoritmo) da seguire per riottenere il documento originale, senza che terze persone possano intercettarlo durante il suo cammino. In tal caso la criptazione del documento diverrebbe inutile, perchò sarebbe già stata scoperta la "chiave" per la sua codifica.
PGP (Pretty Good Privacy) lavora in modo certamente più sofisticato di Cesare, basandosi su particolari tecniche di criptazione a doppia chiave, che vedremo nelle pagine seguenti.
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